mercoledì 4 dicembre 2019




Libro Bianco dei Beni Culturali della Città di Milazzo: proposte della Società Milazzese di Storia Patria in vista delle elezioni amministrative della primavera 2020

 

Paragrafo II - Biblioteca comunale

 

1. Catalogazione fondo antico. Il rilancio della Biblioteca Comunale di Milazzo parte in primo luogo dalla catalogazione del fondo antico, il quale raccoglie tutti i libri stampati tra il Quattrocento, ossia il secolo durante il quale nacque la stampa, e l’Ottocento. Si tratta perlopiù di volumi acquistati nel XIX sec. presso i mercati antiquari di tutta Italia o di collezioni che appartenevano alle biblioteche dei cinque conventi di Milazzo (Carmelitani, S. Papino, S. Francesco di Paola, S. Domenico e Cappuccini), biblioteche che negli anni Sessanta dell’Ottocento furono confiscate dallo Stato, unitamente ai fabbricati dei suddetti conventi, e trasferite ai Comuni, che ne diventarono legittimi proprietari. Tale catalogazione - al momento completata solo per il periodo compreso tra il Quattro ed il Seicento -  se da un lato consentirà di disporre di un elenco aggiornato ed esaustivo dei volumi custoditi - attualmente se si dovesse ripetere il furto di antichi volumi registratosi alcuni anni fa non si sarebbe in grado di risalire all’identificazione delle unità trafugate - dall’altro permetterà di rendere finalmente fruibile alla consultazione l’intero fondo antico, costituito da libri pubblicati nel Quattrocento (cosidetti incunaboli), nel Cinquecento (c.d. cinquecentine), nel Sei, Sette ed Ottocento.

La catalogazione dovrà essere accompagnata di pari passo dalla denuncia agli organi competenti - tra tutti il Nucleo Tutela Patrimonio dei Carabinieri - dei volumi sottratti, nella speranza che possano essere individuati e recuperati. Un caso esemplare è quello del volume proveniente dalla donazione ottocentesca di Paolo Grill da Messina, il quale donò ben 146 libri, fra i quali - annotava il fondatore della stessa Biblioteca comunale Stefano Zirilli nel 1876 - «rimarchevolissimo è il primo tomo della Raccolta del Ramusio (5961)». Il riferimento è alla meravigliosa raccolta in 3 volumi intitolata "Delle navigationi et viaggi", un trattato geografico redatto nel Cinquecento dal diplomatico e geografo trevigiano Giovan Battista Ramusio (1485-1557). Il trattato venne pubblicato in tre volumi in diverse edizioni, di norma valutati dai mercati antiquari intorno ai 40.000 euro. Grill donò alla Comunale di Milazzo il volume più antico, ossia il primo volume della prima edizione, edito nel 1550 a «Venetia appresso gli heredi di Lucantonio Giunti». Purtroppo questo volume, che ha rappresentato il vanto della nostra Biblioteca per circa 140 anni e «nel qual si contiene la descrittione dell’Africa», pare sia stato trafugato, verisimilmente nel 2007, in occasione di un furto subito dal prezioso fondo antico della nostra Biblioteca. L’auspicio è che si faccia luce su questo volume e che possa tornare al più presto, qualora trafugato, tra i tesori del nostro fondo antico

 

2. Esposizioni sullo stesso fondo antico. Alla  suddetta catalogazione farebbe seguito un ciclo di mostre, eseguite sfruttando le vecchie ed eleganti teche della Biblioteca recentemente oggetto di restauro. Queste esposizioni consentirebbero di divulgare ai cittadini, ma soprattutto alle scolaresche, attraverso mostre tematiche con cadenza bimestrale (dedicate di volta in volta al Risorgimento, alla Botanica, alla Medicina, all’Architettura, etc.), il prezioso fondo bibliografico, in gran parte costituito da ricchissime ed eleganti tavole ed incisioni.

 

3. Restauro antichi volumi. Si rende inoltre opportuno procedere con urgenza al restauro dei volumi più preziosi del suddetto fondo antico. Degli incunaboli presenti nelle eleganti sale del Palazzo dei Marchesi D’Amico, infatti, solo 4 sono stati oggetti di restauro nell’ormai lontano 1984 (restauro eseguito a S. Martino delle Scale). Urgente intervento richiede in particolare il De priscorum proprietate verborum di Junianus Maius (numero di ingresso 13142), pubblicato in Napoli nel 1490 e purtroppo caratterizzato dalla presenza di estesi camminamenti di tarli (anobidi). Un intervento di restauro meritano inoltre l’incunabolo (contrassegnato dal numero di ingresso 11720) Questiones domini Ioannis de Ianduno Super tres libros de anima Aristotelis  di Jean de Jandun (Octaviani Scoti, Venetij 1488) ed il primo dei 7 volumi della Biblia latina cum postillis Hugonis de S. Charo, edito a Basilea nel 1498 (ingresso 2885).

Meritevoli di restauro tra le cinquecentine il volume di Girolamo Ruscelli intitolato Del modo di comporre in versi nella lingua italiana, trattato di Girolamo Ruscelli, nuouamente mandato in luce,  Presso Gio. Battista Sessa & fratelli, Venezia 1599 [collocazione 1 (A)  A  11] ed il Plutarchi Chaeronei, gravissimi et philosophi et historici. Vitae comparatae illustrium virorum, Graecorum & Romanorum, Apud T. Guarinum  ex officina Guariniana, Basileae 1573 [collocazione 1  (A)  E  11], gravemente danneggiati dai tarli e non solo.

 

4. Interventi periodici di disinfestazione si rendono necessari. Non è possibile abbondanare a se stesso il prezioso fondo antico. Occorre infatti prevenire tarli (anobidi) ed altre criticità che rischiano di danneggiare irrimediabilmente l’antico patrimonio librario, in quest’ultimo decennio privo di qualsivoglia intervento di manutenzione ordinaria.

 

5. Trasferimento fondo antico. Alla luce dei recenti episodi di acqua alta a Venezia (novembre 2019) e del conseguente allagamento di alcune importanti biblioteche del capoluogo veneto, e soprattutto alla luce della mareggiata molto aggressiva che nel 1981 aggredì proprio la Biblioteca comunale, imponendone la chiusura per oltre 13 anni, si rende opportuno trasferire con sollecitudine i preziosi volumi del fondo antico dal pian terreno (ove si trovano il larga maggioranza) ai piani superiori.

 

6. Promozione convegni. Alla Biblioteca anche il compito di organizzare, rilanciando così un’idea tanto cara al compianto prof. Peppino Pellegrino, due convegni di studio con cadenza annuale sulle figure di S. Francesco di Paola e Luigi Rizzo, invitando da ogni parte d’Italia autorità religiose e militari, oltre ad illustri studiosi, prevedendo altresì la pubblicazione integrale degli atti di ciascun convegno.

 

7. Per una sezione staccata nel Castello. Una filiale della Biblioteca dovrà necessariamente sorgere - sotto forma di spazi espositivi - nei restaurati locali della cittadella fortificata, dove verrebbero esposti i trattati di architettura ed arte militare pubblicati tra Cinque e Ottocento, i circa venti fucili ottocenteschi con baionetta in atto custoditi nei magazzini di Palazzo D’Amico e la splendida collezione di carte geografiche donate nel 1884 dal fondatore Stefano Zirilli, un piccolo tesoro, ignoto ai più: oltre un centinaio di unità, una preziosa collezione rimasta per oltre un secolo “nascosta” tra i polverosi scaffali dell’Archivio Storico comunale, che così potrebbe finalmente aprire i suoi forzieri per mostrare ai turisti ed agli stessi Milazzesi alcuni dei suoi pezzi pregiati. Si tratta di un’affascinante serie di eleganti carte - alcune risalenti al Cinquecento ed al Seicento, ma quasi tutte pubblicate nel Settecento - che raffigurano perlopiù stati europei  e province italiane e che provengono dalla ricchissima biblioteca privata di palazzo Zirilli (oggi fabbricato “Prenatal” in Marina Garibaldi), il cui proprietario collezionava carte geografiche pregevoli e rare: si pensi che alcune di esse vengono oggi valutate sui mercati antiquari decine e decine di migliaia di euro. Una ricchissima collezione che potrebbe fare bella mostra di sé - in modo permanente - nei recuperati locali del Mastio al Castello, peraltro restaurato non a caso quale “bene delle Comunità Europea”; ed un’esposizione di antiche carte geografiche raffiguranti i diversi stati del vecchio continente conferirebbe senza alcun dubbio al nostro maniero quella dimensione europea che merita.

 

8. Periodico culturale. La Biblioteca Comunale dovrebbe inoltre curare la pubblicazione di un periodico culturale con cadenza almeno trimestrale. Un periodico incentrato su tradizioni, storia, arte e natura da destinare soprattutto alle scolaresche, allo scopo di divulgare la storia patria tra le giovani generazioni, contribuendo a favorire la divulgazione del patrimonio storico-artistico cittadino.

 

9. La Biblioteca Digitale. Importante inoltre il miglioramento e potenziamento del progetto già avviato recentemente ed intitolato “Piccola Biblioteca Milazzese”, un’iniziativa che mira a rendere fruibili online in formato PDF ed in versione integrale opere sulla Città di Milazzo o di autori milazzesi, opere non più coperte dalla normativa sui diritti d’autore e di difficile reperimento sui tradizionali canali commerciali.

 

10. Manifestazioni da riproporre. Da potenziare anche servizi ormai divenuti stabili come il Maggio dei Libri lo Scambialibro o le letture ai più piccoli.

 

11. Gruppi di lettura.  Si suggerisce la creazione di “gruppi di lettura” per la presentazione e la discussione (inizialmente anche solo mensile) di opere di saggistica.

 

12. Sezione supporti audio-visivi Sono ancora molte le persone che dispongono di collezioni di dischi in vinile e film in videocassette, che - previa selezione -  potrebbero essere acquisiti al patrimonio della biblioteca, la quale dovrebbe dotarsi di “giradischi” e lettore VHS (con cuffia).

 

13. Impinguare il capitolo destinato all’acquisto di nuovi volumi ed al restauro degli antichi. Nelle more, per rimediare alla mancanza di fondi - viste le condizioni delle dissestate casse comunali - si prevede il lancio di una massiccia campagna pubblicitaria al fine di favorire l’acquisizione di nuovi testi attraverso donazioni, imitando quanto già fatto negli anni Settanta dell’Ottocento dal fondatore Stefano Zirilli, il quale acquisì un cospicuo patrimonio librario, presentando istanze di donazioni persino a Sua Maestà il Re d’Italia e ad Alessandro Manzoni, che accettarono entusiasticamente l’invito dell’illustre milazzese. Tale campagna deve privilegiare la sicilianità, cui è specializzata la nostra Biblioteca comunale.

 

14. Commissione per la scelta delle nuove acquisizioni. Contestualmente all’impinguamento del capitolo di bilancio destinato all’acquisto dei nuovi volumi, occorre ripristinare la commissione per la scelta delle nuove opere, privilegiando il filone della “sicilianità”. La commissione dovrà essere composta da persone di comprovata preparazione culturale.

 

15. Emeroteca storica. Si prevede poi l’istituzione di un’emeroteca storica acquisendo tra l’altro - ove possibile - le collezioni dei periodici pubblicati a Milazzo sino ad oggi e la rassegna stampa curata dagli stessi uffici comunali negli ultimi decenni

 

16. Manutenzione periodica. Che si renda infine dignitosa l’accoglienza dei locali del secondo piano di Palazzo D’Amico, quelli che appunto ospitano le sale della Biblioteca Comunale, con la manutenzione periodica, soprattutto dell’impianto di climatizzazione, vergognosamente non funzionante da diversi anni.

 

17. Bibliotecario. Ultimo punto, ma in verità il più importante: ripristinare in pianta organica la figura specializzata del bibliotecario, in conformità ai reiterati auspici, rimasti purtroppo inascoltati, del compianto prof. Peppino Pellegrino, cui oggi è intitolata la stessa Biblioteca comunale. Solo una figura previamente formata e competente può dirigere e rilanciare il prezioso patrimonio librario della Biblioteca.